lunedì 14 novembre 2011

radici


Ringrazio comunque gli italiani. Grazie per l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci ha permesso di raggiungere molti degli obbiettivi che ci eravamo prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in campo. Quel giorno ha cambiato la storia dell'Italia. Al credo politico che pronuncai allora non sono mai, mai venuto meno. Fu e rimane una dichiarazione d'amore per l'Italia. Dissi «L'Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato da mio padre e dalla vita il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà». Non cambio una virgola di quelle parole. Quell'amore e quella passione sono immutate. Per l'Italia come società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, l'amore per il lavoro, la tolleranza, il rispetto della vita, la solidarietà, che è figlia della giustizia e della libertà. Sulla base di quelle idee i nostri concittadini mi hanno scelto per guidare governi che sono stati i più lingevi nella storia della Repubblica. I governi che prima duravano meno di un anno appartengono ormai al passato. Gli italiani conoscono adesso la stabilità e l'alternanza. (...) A tutti voi l'augurio di poter realizzare i sogni e i progetti che avete nel cuore. Per voi e per i vostri cari Viva l'Italia, viva la libertà. (Silvio Berlusconi, videomessaggio del 13 novembre 2011)

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