Ringrazio comunque gli italiani. Grazie
per l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci ha
permesso di raggiungere molti degli obbiettivi che ci eravamo
prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in
campo. Quel giorno ha cambiato la storia dell'Italia. Al credo
politico che pronuncai allora non sono mai, mai venuto meno. Fu e
rimane una dichiarazione d'amore per l'Italia. Dissi «L'Italia
è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i
miei orizzonti. Qui ho imparato da mio padre e dalla vita il mio
mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà».
Non cambio una virgola di quelle parole. Quell'amore e quella
passione sono immutate. Per l'Italia come società libera, di
donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto
dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità,
l'amore per il lavoro, la tolleranza, il rispetto della vita, la
solidarietà, che è figlia della giustizia e della
libertà. Sulla base di quelle idee i nostri concittadini mi
hanno scelto per guidare governi che sono stati i più lingevi
nella storia della Repubblica. I governi che prima duravano meno di
un anno appartengono ormai al passato. Gli italiani conoscono adesso
la stabilità e l'alternanza. (...) A tutti voi l'augurio di
poter realizzare i sogni e i progetti che avete nel cuore. Per voi e
per i vostri cari Viva l'Italia, viva la libertà. (Silvio
Berlusconi, videomessaggio del 13 novembre 2011)
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