Le cifre sono quasi clamorose: nei
primi otto giorni di marzo, secondo i dati del centro d'ascolto
radicale, il 65,3% del tempo dedicato dal telegiornale della Rete Uno
delle 20 alle interviste o ad interventi in voce dei politici, è
stato occupato da esponenti democristiani. Un dato che fa invidia
anche alla seconda rete socialista, che pure è diventata
famosa per i servizi fiume sui comizi di Bettino Craxi. Anzi, nei
mesi scorsi proprio il tipo d'informazione offerto dal tg2 ha dato ai
dirigenti di piazza del Gesù il pretesto per chiedere maggior
impegno ai loro dirigenti in Rai. (...) Nei mesi successivi Vespa ha
cambiato il suo tg in modo da farne uno «strumento efficace»
come chiedevano, in vista delle elezioni, i dirigenti di Piazza del
Gesù. Intanto ha aumentato la presenza dei dc in video. Se tra
l'agosto e l'ottobre del '91 la presenza di dirigenti democristiani
in voce al tg1 delle 20 toccava il 47,8%, nei sei mesi successivi si
è attestata in media intorno al 60%. Ma non basta. Anche il
messaggio si è fatto più esplicito. Adesso l'esempio da
seguire al Tg1 è il commento di Fulvio Damiani di sabato
scorso alla conferenza programmatica di Firenze. «Da questa
conferenza la dc invita gli italiani, come vedete, a far vincere il
loro futuro» ha esordito il giornalista. Poi, dopo una serie di
affermazioni sui valori in cui crede la dc, ha concluso: «Ma ci
sembra che il consenso che la dc chiede alla gente è per
battere la rassegnazione con la riscossa del senso del dovere».
Un servizio che, a ben vedere, può essere paragonato a quello
del tg2 sull'incontro tra Craxi e Pavarotti, in cui il tenore ha
tessuto le lodi del segretario socialista. (Augusto Minzolini, «La
Stampa»; 10 marzo 1992)
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