lunedì 28 novembre 2011

esempio


Le cifre sono quasi clamorose: nei primi otto giorni di marzo, secondo i dati del centro d'ascolto radicale, il 65,3% del tempo dedicato dal telegiornale della Rete Uno delle 20 alle interviste o ad interventi in voce dei politici, è stato occupato da esponenti democristiani. Un dato che fa invidia anche alla seconda rete socialista, che pure è diventata famosa per i servizi fiume sui comizi di Bettino Craxi. Anzi, nei mesi scorsi proprio il tipo d'informazione offerto dal tg2 ha dato ai dirigenti di piazza del Gesù il pretesto per chiedere maggior impegno ai loro dirigenti in Rai. (...) Nei mesi successivi Vespa ha cambiato il suo tg in modo da farne uno «strumento efficace» come chiedevano, in vista delle elezioni, i dirigenti di Piazza del Gesù. Intanto ha aumentato la presenza dei dc in video. Se tra l'agosto e l'ottobre del '91 la presenza di dirigenti democristiani in voce al tg1 delle 20 toccava il 47,8%, nei sei mesi successivi si è attestata in media intorno al 60%. Ma non basta. Anche il messaggio si è fatto più esplicito. Adesso l'esempio da seguire al Tg1 è il commento di Fulvio Damiani di sabato scorso alla conferenza programmatica di Firenze. «Da questa conferenza la dc invita gli italiani, come vedete, a far vincere il loro futuro» ha esordito il giornalista. Poi, dopo una serie di affermazioni sui valori in cui crede la dc, ha concluso: «Ma ci sembra che il consenso che la dc chiede alla gente è per battere la rassegnazione con la riscossa del senso del dovere». Un servizio che, a ben vedere, può essere paragonato a quello del tg2 sull'incontro tra Craxi e Pavarotti, in cui il tenore ha tessuto le lodi del segretario socialista. (Augusto Minzolini, «La Stampa»; 10 marzo 1992)

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